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critiche all'uso di second life nella didattica

Ho cercato di tenere una linkografia delle critiche a SL: ora il numero di link è così elevato che non vale più la pena aggiornarlo.

In molti criticano questo ambiente virtuale; penso sia normale per qualsiasi nuova tecnologia. Tuttavia qualche riflessione va fatta.

Elimino subito dalla discussione quanto riguarda la difficoltà dei docenti ad entrare e capire questo mondo; un docente non può non interessarsi di tecnologie della comunicazione dell'informazione diffuse, è il suo lavoro, fa parte dei mezzi necessari per insegnare. Non porterei mai l'auto da un meccanico che non vuole interessarsi delle tecnologie con cui la mia auto frena o sterza. Vale per il web quanto per second life; su questo riporto a quanto detto precedentemente sui digital natives.

Ed ora un elenco di punti che possono essere d'ostacolo all'uso di sl:

Barriere tecnologiche: sicuramente molto alte tecnologicamente, devono essere superate, sono un ostacolo; in questo momento sono limitanti sia dal punto di vista dei server che dei client.
Il motore di rendering del mondo 3d è in parte gestito dal lato server ed in parte da quello client. Quest'ultimo richiede una macchina di ultima generazione, soprattutto per la parte video: non si può pretendere che ogni allievo abbia una dotazione informatica eccellente.
Dal lato server, ogni land è gestita da un server diverso che riesce a far funzionare poche decine di utenti contemporaneamente, aumentando i problemi di funzionamento proporzionalmente al numero di utenti.

Si deve tenere conto che il numero massimo di avatar presenti deve rimanere sotto il 40 per avere prestazioni accettabili; ciò limita il numero di applicazioni possibili.

Il deserto: spesso si critica SL perchè vuota: nonostante i milioni di utenti iscritti al sistema quelli realmente operanti sarebbero una minima frazione; i mondi creati con tanto dispendio di risorse non vengono frequentati. Questa mi sembra  una critica di restituire al mittente: se si sono fatti mondi virtuali e sono deserti, è stato sbagliato l'investimento. Fin dai primi approcci si può capire che SL è un mondo orientato all'evento: se non si organizzano eventi gli utenti non hanno alcun interesse ad andare nei mondi virtuali, così capita come sul più bel sito web dove, se non ci sono informazioni interessanti, non si torna.

Sesso: si critica SL perchè sarebbe pieno di sesso, sadomasochismo et similia. I 'primi abittori' di SL testimoniano che all'inizio era ancora peggio, con sesso diffuso in ogni ambiente in tutte le salse. Anche se questo è vero, si può sicuramente evitare di passeggiare in zone dedicate al sesso; rimane tuttavia un problema per quanto riguarda i minori, non essendoci alcun modo per 'prevedere' quali siano gli ambienti potenzialmente 'pericolosi'. Ai minori è dedicata la teen grid, ovvero un sistema staccato da quello principale  ad essi dedicato, con contenuti protetti.

Utilizzo inconsapevole del mondo virtuale. Molti utilizzano Sl come moda del momento riproponendo le stesse cose che un sito può esporre: secondo me è un errore madornale, la pubblicazione di testi e immagini va fatta su web che è l'ambiente per elezione per questo tipo di informazioni. Su Sl non è possibile visualizzare testi in modo fruibile; forse in futuro l'adozione di tecnologie di visualizzazione web in ambiente SL consentiranno di superare questo gap, per ora meglio far fare al web il web e a sl il mondo virtuale.

Facile distrazione. Ci sono così tante cose che si possono fare, specie per i neofiti, che è difficile focalizzare l'attenzione degli allievi.

Programmazione. Nonostante che la programmabilità degli oggetti virtuali sia una delle peculiarità che distingue SL dagli altri mondi virtuali, mi sembra un ambiente eccessivamente rigido. Nonostante la buona fattura del linguaggio di scripting, l'ambiente di editing lo trovo vincolante, rigido, pesante.

 

Piattaforma proprietaria, non open source. Questa per me è la limitazione più grande all'uso nella didattica; ci sono progetti aperti per portare sl nell'ambiente open source, penso che da quel momento ci possa essere una vera e consapevole espansione nell'uso dei mondi virtuali.

Ad oggi per una istiituzione investire denaro in SL significa investire verso un soggetto privato, non sempre auspicabile quando il finanziamento è pubblico; inoltre non consente di prevedere una continuità dell'erogazione in mancanza di fondi adeguati . Nell'ottica del breve periodo può andare bene per le sperimentazioni, ma nel medio e lungo termine conviene investire su ambienti open source, com'è ampiamente dimostrato dalle piattaforme di formazione a distanza online. Investimenti fatti su piattaforme private (blackboard, per dirne una) negli anni passati si rivelano oggi antieconomiche; lo stesso investimento fatto nell'open source avrebbe portato ad una risorsa stabile e utilizzabile senza continui investimenti.

Uno degli eventi che più mi demoralizza è lo ‘shutdown' di second life che viene periodicamente fatto per manutenzione; evidenzia quanto linden lab sia proprietaria di questo mondo, e di come tutti i frequentatori siano ai suoi voleri soggetti.

Ciononostante sono ottimista sugli sviluppi futuri; sicuramente ci saranno integrazioni con google earth ed il suo sketchup, o con altre piattaforme simili.

 
Siamo solo all'inizio, è una bella avventura.

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