L'importazione / esportazione dei corsi

Due aspetti devono essere considerati: lo spostamento 'fisico' dei materiali e la loro strutturazione e descrizione

spostamento delle risorse

Innanzitutto va ricordato che mentre SCORM si riferisce solo a materiali digitali, AICC prevede di poter utilizzare anche risorse non digitali; nel prosieguo si tratterà solo di materiali digitali.

Inoltre AICC ha un forte accento sull'ambiente operativo Microsoft Windows; alcune funzioni sono direttamente riferite a chiamate interne Windows (es.: createProcess()), o fanno riferimento a valori che vanno direttamente scritti nel registro di Windows.

Va ancora considerato che AICC prevede anche il funzionamento standalone, con materiali didattici direttamente eseguiti sul pc utente, che non possono essere utilizzati in un'archiettura di rete HTTP; in quel caso, per portarli a SCORM, vanno previste riscritture totali dei materiali didattici.

Esistono 'luoghi' nei quali sono descritte tutte le risorse utili, cioè tutti i file necessari per il funzionamento del corso; individuati questi 'luoghi' si potrà estrarre l'elenco e la posizione dei file necessari in modo da poterli singolarmente individuare e sistemare nella piattaforma di erogazione nella posizione più opportuna.

per AICC sono descritti all'interno del Course Interchange File set nel file con estensione DES, che tiene traccia di ogni singolo elemento del corso, mantenendo la corrispondenza tra identificativi generati dalla piattaforma e identificativi dei materiali, sotto forma di tabella CSV

per SCORM sono all'interno dell'imsmanifest.xml nella sezione resources, sotto forma di XML.

Lo spostamento dei file quindi si risolve nell'andare a cercare nel giusto punto l'elenco dei file necessari e nel portarli a destinazione; nel caso di 'traduzione' da uno standard all'altro si tratta semplicemente di scrivere in modo diverso l'elenco dei files.

interpretazione della struttura e del sequencing

Il discorso è più complesso per quanto riguarda la struttura dei materiali; va 'capita' la strutturazione data ai materiali nel primo formato per poterla tradurre nel formato di destinazione.

Ciò ha importanza fondamentale, perchè, oltre a inibire o meno il funzionamento, ha diretta influenza sulle procedure di runtime, che a loro volta si basano sulla struttura del corso.

SCORM, nel modello più semplificato, precede una struttura a tre livelli: il corso è costituito da learning objects chiamati SCO che a loro volta possono essere costituiti da Assets; gli assets sono oggetti semplici che non hanno capacità di comunicazione con la piattaforma, gli SCO sono i più piccoli oggetti in grado di comunicare con la piattaforma ed essere 'autonomi' nel funzionamento, mentre il corso è una aggregazione di SCO. Esiste una certa differenza nella definizione di 'corso' tra SCORM1.2 e SCORM1.3 (o 2004). Le specifiche più recenti indicano un corso come aggregazione di contenuti (content aggregation) costituito da una organizzazione (content organization) a sua volta costituita da learning activities che a loro volta possono contenerne altre; a livello di foglia dell'albero delle attività (activity tree) ogni learning activity corrisponde ad uno SCO. A tali learning activities sono direttamente colllegati i meccanismi di sequencing and navigation.

In SCORM 1.2 la struttura è direttamente espressa come content aggregation e definito come mappa delle risorse disponibili; attraverso i prerequisiti di fruizioni possono definirsi modalità di sequencing.

Va qui fatta una nota: in realtà le modalità di sequencing non sono quasi mai state eseguite in questo modo, perchè la norma non è chiara e perchè l'evoluzione (1.3) ha seguito altre strade. Di conseguenza si è assistito ad un uso vendor-based dei requisiti per ottenere meccanismi di sequencing o, più semplicemente, si sono utilizzati modi di fruizioni lineari tra le unità didattiche messe a disposizione. E' diventato uso comune non prevedere meccanismi di sequencing in SCORM 1.2

In SCORM 1.3 il sequencing rappresenta la 'novità' della versione e prevede meccanismi derivati da IMS sequencing che sono di una certa complessità. Le specifiche prevedono 70 pagine di pseudo-code per definire il modo con il quale le piattaforme dovrebbero interpretare i meccanismi di sequencing forniti dai materiali didattici. E' un'operazione complessa da seguire, ad oggi poche piattaforme supportano questa modalità di funzionamento.

In AICC la struttura è definita per unità didattiche (AU), blocchi di unità e obbiettivi; i meccanismi di sequencing sono più consolidati, basati sullo stato di prerequisiti e requisiti di completamento delle unità didattiche, dei blocchi e degli obbiettivi.