In questo paragrafo vengono riassunte alcune delle caratteristiche del modello di riferimento, prendendo come base l’organizzazione dei contenuti.
Nei primi mesi del 2004 sono state pubblicate le specifiche di SCORM 1.3, versione che segue la 1.2; le due versioni, pur essendo una l’evoluzione dell’altra, non sono compatibili: i materiali realizzati secondo SCORM 1.2 non possono essere visualizzati con un LMS SCORM 1.3; quindi per poter visualizzare tutti i corsi un LMS dovrebbe avere due diversi fronti di applicazione, uno per i corsi 1.2 e l’altro per quelli 1.3.
Tuttavia, indicazioni riportate dagli ambienti di sviluppo del modello, indicano come buona norma il riferimento a SCORM 1.2[1]
Le differenze vanno ricercate in due aspetti diversi:
· da un lato l’introduzione del simple sequencing, il sistema di sequenziamento degli oggetti didattici
· dall’altra il cambiamento del modello di run time, che è passato dal riferimento AICC a quello IEEE
Scorm bookshelf
ADLnet fa riferimento ai singoli oggetti che costituiscono il reference model con la metafora dello scaffale in cui sono inseriti i diversi book con le specifiche.

Figura 3 - bookshelfI SCORM
Le sezioni definite:
1. l’overview dà una visione generale dello standard, senza scendere in approfondimenti tecnici;
2. il Content Aggregation Model (CAM) specifica la modalità con la quale aggregare i corsi in strutture veicolabili sui diversi LMS; in particolare
2.1. Metadata specifica come devono essere scritti i descrittori che a diversi livelli possono (o devono) essere utilizzati per ‘marcare’ le risorse utilizzate, sia dal punto di vista tecnico che da quello didattico e descrittivo
2.2. Content Structure definisce i livelli di aggregazione degli oggetti costituenti i corsi, definiti in
2.2.1. assets, oggetti semplici che non colloquiano con la piattaforma
2.2.2. sharable content objects (SCOs) aggregazione di assets in grado di stabilire un colloquio con l’LMS e di agire autonomamente
2.2.3. content aggregation che rappresenta il livello di corso, aggregazione di SCOs descriventi un percorso formativo
3. Il Run Time Environment definisce come e che cosa il materiale didattico e l’LMS possono scambiare; mentre nella versione precedente il modello seguito era quello di AICC in scorm 1.3 il modello è quello di IEEE.
3.1. API specifica la modalità con la quale vengono eseguite le chiamate durante il run time; l’interazione avviene attraverso javascript (ecmascript)
3.2. Data Model indica quali parametri possono essere passati da uno SCO all’LMS
4. Sequencing & Navigation serve ad indicare sia il sequenziamento, ovvero la modalità temporale con la quale gli SCOs vengono presentati all’utente che la modalità di navigazione tra gli SCOs che viene permessa.
Mentre il punto 1 è una introduzione generale, i seguenti tre punti rappresentano le ‘regole’ da seguire quando si crea un oggetto SCORM.
Viene fornita una matrice di conformità a seconda del tipo di oggetto SCORM che si deve realizzare, cioè a seconda che si voglia realizzare un LMS, un content packaging (una aggregazione di oggetti costituenti un corso SCORM), un singolo SCO o una descrizione degli oggetti con metadati:
|
|
CAM 1.3 |
RTE 1.3 |
S&N 1.3 |
|
LMS |
x |
x |
x |
|
CP |
x |
x |
|
|
SCO |
|
x |
|
|
MD |
x |
|
|
Dalla matrice si vede come la realizzazione di un LMS sia quella che richiede la conformità su tutte tre le specifiche.
In questo paragrafo vengono riassunte alcune delle caratteristiche del modello di riferimento, prendendo come base l’organizzazione dei contenuti.
Nei primi mesi del 2004 sono state pubblicate le specifiche di SCORM 1.3, versione che segue la 1.2; le due versioni, pur essendo una l’evoluzione dell’altra, non sono compatibili: i materiali realizzati secondo SCORM 1.2 non possono essere visualizzati con un LMS SCORM 1.3; quindi per poter visualizzare tutti i corsi un LMS dovrebbe avere due diversi fronti di applicazione, uno per i corsi 1.2 e l’altro per quelli 1.3.
Tuttavia, indicazioni riportate dagli ambienti di sviluppo del modello, indicano come buona norma il riferimento a SCORM 1.2[1]
Le differenze vanno ricercate in due aspetti diversi:
· da un lato l’introduzione del simple sequencing, il sistema di sequenziamento degli oggetti didattici
· dall’altra il cambiamento del modello di run time, che è passato dal riferimento AICC a quello IEEE
Scorm bookshelf
ADLnet fa riferimento ai singoli oggetti che costituiscono il reference model con la metafora dello scaffale in cui sono inseriti i diversi book con le specifiche.

Figura 3 - bookshelfI SCORM
Le sezioni definite:
1. l’overview dà una visione generale dello standard, senza scendere in approfondimenti tecnici;
2. il Content Aggregation Model (CAM) specifica la modalità con la quale aggregare i corsi in strutture veicolabili sui diversi LMS; in particolare
2.1. Metadata specifica come devono essere scritti i descrittori che a diversi livelli possono (o devono) essere utilizzati per ‘marcare’ le risorse utilizzate, sia dal punto di vista tecnico che da quello didattico e descrittivo
2.2. Content Structure definisce i livelli di aggregazione degli oggetti costituenti i corsi, definiti in
2.2.1. assets, oggetti semplici che non colloquiano con la piattaforma
2.2.2. sharable content objects (SCOs) aggregazione di assets in grado di stabilire un colloquio con l’LMS e di agire autonomamente
2.2.3. content aggregation che rappresenta il livello di corso, aggregazione di SCOs descriventi un percorso formativo
3. Il Run Time Environment definisce come e che cosa il materiale didattico e l’LMS possono scambiare; mentre nella versione precedente il modello seguito era quello di AICC in scorm 1.3 il modello è quello di IEEE.
3.1. API specifica la modalità con la quale vengono eseguite le chiamate durante il run time; l’interazione avviene attraverso javascript (ecmascript)
3.2. Data Model indica quali parametri possono essere passati da uno SCO all’LMS
4. Sequencing & Navigation serve ad indicare sia il sequenziamento, ovvero la modalità temporale con la quale gli SCOs vengono presentati all’utente che la modalità di navigazione tra gli SCOs che viene permessa.
Mentre il punto 1 è una introduzione generale, i seguenti tre punti rappresentano le ‘regole’ da seguire quando si crea un oggetto SCORM.
Viene fornita una matrice di conformità a seconda del tipo di oggetto SCORM che si deve realizzare, cioè a seconda che si voglia realizzare un LMS, un content packaging (una aggregazione di oggetti costituenti un corso SCORM), un singolo SCO o una descrizione degli oggetti con metadati:
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CAM 1.3 |
RTE 1.3 |
S&N 1.3 |
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LMS |
x |
x |
x |
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CP |
x |
x |
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SCO |
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x |
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MD |
x |
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Dalla matrice si vede come la realizzazione di un LMS sia quella che richiede la conformità su tutte tre le specifiche.
Un LMS, a grandi linee, è costituito da un server web che interagisce con un database per fornire agli utenti pagine personalizzate contenenti materiali didattici e sistemi collaborativi.
Compito principale è mantenere e gestire il contatto e la comunicazione tra materiali didattici e persone, siano esse utenti o organizzatori della formazione.
In questa parte verranno analizzati i principali elementi costituenti un LMS definendo per ognuno il livello di interazione con il modello SCORM.
Un LMS è costituito da alcuni sottoinsiemi:
• il database utenti è l’insieme di tutte le persone iscritte a vario titolo; possono essere o meno raggruppati in classi e possono avere funzioni specifiche (tutor, gestore, esperto, utente…).
• Il database dei corsi è costituito dai percorsi formativi utilizzabili, che possono o meno fare perno su specifici materiali didattici creati
• I servizi forniti sono l’insieme dei sistemi di visualizzazione, collaborazione ed interazione che, in modo sincrono o asincrono, costituiscono il momento formativo vero e proprio
Il processo che avviene nella fruizione di un corso di formazione a distanza è normalmente costituito dalle fasi:
· ingresso nel sistema di formazione, normalmente è un accesso personalizzato vincolato da login e password
· associazione dell’utente ad un corso, in modo volontario o prestabilito
· erogazione di servizi all’utente
o presentazione dei servizi a disposizione
o ingresso in un servizio, utilizzo e tracking
· uscita dal servizio

Figura 2 - I servizi di una piattaforma - SCORM vieewer
I servizi a cui si fa riferimento sono quelli classicamente utilizzati negli lms, quali forum, chat, presentazione di documenti, files, videoconferenze, etc.; in particolare un servizio può occuparsi della visualizzazione dei corsi (WBT), che tipicamente avviene tramite finestra di browser su materiale HTML o comunque veicolabile su browser web.
E’ esattamente a questo punto che va situato l’oggetto SCORM VIEWER, in grado di avviare un corso SCORM e di gestire le interazioni tra corso e utente così come sono state definite dall’autore del corso stesso. Terminata la visualizzazione del corso lo Scorm Viewer ripasserà il controllo alla piattaforma, sulla quale potranno essere utilizzati tutti i servizi precedentemente citati.
Questo è l’ambito tipico di influenza di SCORM; ciò non vieta che anche servizi diversi dalla presentazione dei corsi (forum, chat, etc) possano utilizzare il modello di riferimento di SCORM per colloquiare con la piattaforma.
E’ spesso sentita l’esigenza di dotare di funzionalità SCORM le piattaforme di formazione a distanza. A questo scopo vengono definiti gli ambiti di intervento in cui operare e le conoscenze tecniche necessarie per migrare da un sistema di formazione a distanza senza reference model SCORM ad una piattaforma che lo implementi, a partire da una generale descrizione dell’architettura del modello.
Il reference model SCORM conosce una fase di sempre maggiore attenzione nei sistemi di formazione a distanza grazie alla definizione di un livello complessivamente accettato di omogeneizzazione delle modalità tecniche di funzionamento dei sistemi FAD e alla garanzia di riusabilità e riorganizzazione dei contenuti.
Molte delle piattaforme di formazione oggi utilizzate sono la capitalizzazione di sforzi di progetto, realizzazione e testing; lavori basati sulla volontà di creazione di un ambiente funzionale, efficace dal punto di vista didattico, adattato alle realtà organizzative, ma spesso carente dal punto di vista dell’aderenza al reference model SCORM, sempre più richiesto.
In questo documento vengono presentati i passaggi necessari per l’implementazione del reference Model SCORM in base all’esperienza maturata con la piattaforma Maestra; non viene considerato il lato amministrativo che riguarda la certificazione.
Dapprima vengono riportati gli ambiti di intervento, le funzionalità introdotte da SCORM, i requisiti professionali necessari per intervenire; quindi vengono elencate le operazioni da effettuare in base al comportamento di un LMS che importa ed eroga corsi standard.
Nel documento verrà adottato il termine LMS (learning management system) per indicare la piattaforma di formazione a distanza nel suo complesso; vengono esaminati unicamente gli aspetti che riguardano la gestione di materiali didattici SCORM mentre non verranno affrontati la creazione e immagazzinamento dei singoli materiali e la certificazione della piattaform.