Come vanno divisi i contenuti in Learning Objects? Come miscelarne gli ingredienti?
Â
In queste note vengono suggeriti alcuni criteri da utilizzare per suddividere un insieme di contenuti didattici costituenti un corso in oggetti semplici, chiamati learning objects o unità di apprendimento.
La definizione viene finalizzata all'utilizzo in piattaforme di formazione a distanza, ed in particolare alla creazione di oggetti per la costruzione di corsi che seguono il reference model Scorm nella versione 1.2.
Si tratta quindi, più precisamente, di definire metodi per la creazione di SCO, Sharable Content Objects.
Nel seguito, verranno utilizzati con lo stesso significato i termini 'learning object' e 'Sharable Content Object'
Creare materali scorm: la tecnica dell’implementazione del run
Durante il processo di creazione di contenuti per la formazione a distanza una delle prime operazioni
da effettuare consiste nell'effettuare questa divisione; il
pool di persone con questo compito è normalmente costituito da esperti di contenuto, da tecnologi, da esperti didattici. Sono questi ultimi a giocare un ruolo fondamentale nella suddivisione dei learning objects e nella loro strutturazione.
E' necessaria una formazione preliminare degli esperti di contenuto e degli esperti in didattica per riuscire ad ottenere una prima indicazione di massima dell'albero dei learning objects o SCO che andranno a costituire il corso.
La 'mappa' degli SCO può
essere di tipo lineare o a forma di albero, con voci identate; tuttavia una piattaforma FAD che segue il reference model la versione di
Scorm 1.2 non è obbligata a rappresentare gli SCO nella stessa
posizione ad albero con cui sono stati costruiti, ma 'deve' solo
farli vedere in modo lineare; ogni LMS ha un proprio comportamento nei
confronti della visualizzazione dell'albero dei contenuti.
Tuttavia la maggior parte
degli LMS conserva la posizione ad albero degli Sco quando viene
fornita.