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introduzione: second life, scuola & didattica
Vista della terra dall'astronave, prima di google earth!
Chiunque si occupi di informatica e didattica non può che
essere incuriosito del gran parlare che si fa dei mondi virtuali, ed in
particolare di Second Life; la possibilità di usi didattici dei mondi virtuali
solletica la fantasia per immaginare soluzioni innovative nell'utilizzo della telematica nei processi di apprendimento.
In questo testo ci sono alcune considerazioni maturate durante l'analisi e l'uso del mondo virtuale di second life (in breve sl) con l'obbiettivo di un utilizzo didattico, sia come mezzo per veicolare informazioni didattiche che come strumento di costruzione di contenuti didattici veri e propri. C'è la spiegazione di come realizzare un semplice corso, alcune considerazioni sulle peculiarità didattiche dei mondi virtuali,ed infine alcune critiche e limiti nell'uso di SL.
Nella vita professionale (www.linkomm.net) mi occupo di corsi sull'uso di second life nella didattica; in queste note voglio condividere alcuni degli aspetti salienti dell'uso dei mondi virtuali per l'insegnamento.
Non c'è in questo testo una spiegazione su come si usa Second Life; manuali specifici possono essere individuati in rete. Tuttavia c'è un paragrafo che introduce per i neofiti alcuni concetti di base prima di affrontare l'uso didattico, che viene presentato a seconda che si utilizzino i mondi virtuali come contenuto didattico o come mezzo per veicolare contenuti didattici.Di mondi virtuali me ne occupo da tempo, ricordo che è passato più di un decennio da quando, nel 1996 nasceva il Virtual Reality Mark-up Language o VRML: grandi promesse sulla creazione di nuovi mondi in un ambiente ‘aperto', che cercava di utilizzare lo stesso paradigma web/html per assicurare una rapida diffusione e crescita del sistema. In figura una delle prime mie realizzazioni l'aula virtuale ‘navigabile' del Collegio Artigianelli di Torino. Grafiche semplici, essenziali, oggetti tra i quali ci si può muovere per ‘comprendere' l'ambiente in cui ci si trova. Con lo stesso metodo sono state create ambientazioni notevoli: ricordo in particolare la cupola del Guarini a Torino ricreata dal CSI Piemonte, e una stazione orbitante dalla quale si poteva osservare ‘in volo' la terra.
L'interazione con l'ambiente virtuale era personale: l'ingresso nell'ambiente 3d avveniva tramite apposito player, anche da browser.
Di lì a poco sarebbero nati gli ambienti multiutente, nei quali più persone hanno la possibilità di collegarsi allo stesso ambiente 3d: nasce la necessità di visualizzarsi l'un l'altro e quindi di rappresentarsi con un avatar.
Tra questi Active Wolds metteva a disposizione più mondi, nei quali gli avatar potevano incontrarsi e scambiarsi parole tramite una chat.; la prima versione di AW esce nel 1995, nel 1997 arriva ad avere duecentomila utenti.
Oggi esistono ‘concorrenti' di second life che propongono simili interazioni tridimensionali; ciononostante non riescono a scalzare il predominio di SL. Alcune delle ragioni che vengono riportate per quanto riguarda sia la differenza rispetto al passato che la prevalenza rispetto ai concorrenti riguardano:
Per collegarsi a SL è sufficiente avere un buon computer, una buona connessione, scaricare il client ed iscriversi; quasi alla portata di tutti...
La solita cavolata per invasati... o no?