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piattaforme open

LA FORMAZIONE A DISTANZA CON PIATTAFORME OPEN SOURCE

Tra open source e piattaforme commerciali: una analisi comparativa. Per chi ha seguito negli ultimi 20 anni il mondo della formazione a distanza e' chiara l'importanza che ha progressivamente assunto la presenza di software open source nel corso del tempo.
I motivi per cui cio' e' avvenuto sono soprattutto legati allo sviluppo della rete: mentre nell'era pre-internet le capacita'di sviluppo, marketing e diffusione dei prodotti software potevano solo essere possedute da aziende di una certa rilevanza, lo sviluppo della rete ha concesso le stesse capacita' ad [organismi collettivi] tra loro connessi.
Questi [organismi collettivi] possono essere costituiti dall'insieme di singoli volontari, aziende o enti, che liberamente decidono di esporre il risultato dei loro lavori e di renderlo liberamente fruibile, mantenedone il copyright.
Il lavoro di Richard Stallman e della Electronic Frontier Foundation sulla licenza GPL e sulla promozione del software libero hanno capovolto il paradigma della diffusione del sofware basato sulla licenza d'uso.

 Come era prevedibile, le grandi aziende di software commerciale hanno pubblicamente screditato la validita' dei prodotti Open Source, nonostante che internamente (Microsoft: the halloween documents) ne considerassero le potenzialita' o che esse stesse (Sun, openOffice) si muovessero nell'ottica dello sviluppo di software open source. [film: OS revolution].

La presenza oggi sul mercato di software open source stabili (linux, firefox, thunderbird, openoffice, etc) direttamente confrontabili con gli analoghi prodotti commerciali ha decisamente superato le obiezioni sulla qualita' del sotware sviluppato in open source.

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Open source e software per la didattica hanno presto trovato un'intesa, per diversi motivi:
 
1. l'ambiente in cui vengono piu' spesso sviluppati software open source e' quello delle universita' e in genere di studio: la produzione universitaria non e', normalmente, legata a scopi commerciali e richiede la convergenza dell'apporto di piu' entita' distinte e distanti che mal si coniugherebbe con una prospettiva di protezione commerciale

2. le istituzioni universitarie sono spesso carenti di fondi, in particolare per l'acquisto di software: l'open source costituisce una modalita' per ottenere velocemente e a basso costo i programmi di cui si necessita

3. la caratteristica principale dell'open source non sta nel costo ma nell'essere 'open': la visibilita' del codice di sviluppo ne consente la reingegnerizzazione e costituisce un apporto di nuove conoscenze

4. molti dei progetti di sviluppo finanziati da fondi istituzionali richiedono espressamente la messa in condivisione degli oggetti prodotti; l'open source e' il canale preferenziale G

Gli amministratori di sistemi di formazione a distanza sono passati dall'avere a disposizione solo sotware commerciali e proprietari alla possibilita' di ottenere software liberamente disponibili in rete; il numero di piattaforme OS e' presto cresciuto [anche troppo] e contemporaneamente e' calato quello delle analoghe commerciali: in entrambi i casi la qualita' dei prodotti e' notevolmente aumentata.

Va ricordato che nelle piattaforme commerciali non si procede all'acquisto del software, ma della sua licenza d'uso.
Il software cioe' non diventa mai di proprieta' dell'azienda che lo utilizza. Di fronte a queste considerazioni molti si sono rivolti alle piattaforme open source: disponibili (teoricamente) a costo zero e con la possibilita' di diventare proprietari del codice (vedere gli approfondimenti sui diversi tipi di licenza, BSD, GPL2,GPL3, etc), sono diventate la scelta preferenziale di molti gestori della formazione a distanza.
 Tuttavia i parametri indicati (costo software e proprieta' licenza) non sono sufficienti per stabilire in modo chiaro quale sia la tipologia di piattaforma FAD ottimale per ogni singolo caso; se la soluzione fosse cosi' semplicistica, assisteremo alla scomparsa delle piattaforme commerciali. E' allora necessario scendere in profondita' per analizzare i fattori che influenzano la scelta.
 Non deve essere considerata [solo] la qualita' del codice sviluppato. Come e' ormai chiaro da tempo, per software di una certa importanza non ci sono marcate differenze di qualita', e quando ci sono vanno a favore dell'open source. Come riportato nei citati Halloween Documents da Microsoft, la somma delle intelligenze che costruiscono un sistema open potra' sempre essere superiore a quelle che costruiscono un sistema proprietario. Cio' che ha importanza fondamentale sono i servizi che vengono forniti a corredo del software, che costituisce il motore della piattaforma, ma non la piattaforma stessa. I servizi, sia indispensabili che complementari, che ruotano intorno al software sono il perno attorno al quale ruotano i due diversi modelli di business. Nell'utilizzo di una piattaforma o.s. cio' che e' gratuito e' il download dalla rete del software: da quel punto in avanti, tutti i passi necessari per implementare la piattaforma costituiscono costi.
 Nell'utilizzo di una piattaforma commerciale, a seconda dei diversi tipi di contratto, i costi della licenza d'uso possono essere configurati in modo da fornire un servizio 'chiavi in mano', comprensivo di tutti i costi precedentemente considerati come aggiuntivi.
 Con queste ultime considerazioni riesce piu' facile uscire dal mito del 'costo zero' per l'o.s. e condurre una piu' precisa analisi della convenienza economica dei due sistemi. Brevemente e non esaustivamente, come 'costi aggiuntivi' al solo software vanno considerati:

1.costi tecnici
    1.installazione e configurazione
    2.hosting
        1.hardware
        2.banda di connessione
        3.manutenzione tecnica
2.costi di conduzione
    1.tutoring
    2.amministrazione
    3.gestione di sistema

La mera analisi sui costi non rende tuttavia giustizia di uno degli aspetti fondamentali dell'open source che puo' effettivamente essere il fattore decisivo sul lungo periodo per l'azienda/ente che adotta il software. Ottenere codice aperto vuol dire poter investire sul codice ottenuto: migliorarlo, cambiarlo, ottenerne una versione piu' adatta alle proprie esigenze.
Per poter effettuare questi cambiamenti e' necessario avere risorse umane in grado di effettuarli. Tutto cio' si traduce in un investimento: tanto nel nuovo software quanto nelle risorse umane che diventano effettivamente 'potenti' sul codice e sull'azienda che diventa proprietaria dei nuovi sviluppi.

Adottare un software open source, a parita' di costi e servizi ottenuti, significa spostare l'investimento dalla licenza alle risorse umane che generano i servizi richiesti. Se queste risorse umane costituiscono una ricchezza dell'azienda, tale ricchezza viene potenziata dall'investimento. Il codice prodotto, inoltre, e' protetto dalle politiche di marketing della casa madre e diventa esso stesso nuova risorsa dell'azienda. Chiaramente questi vantaggi dell'o.s. diventano possibili sul lungo periodo e considerando il capitale umano; nel breve periodo ed in assenza di una politica di sviluppo delle competenze interne e' molto piu' difficile verificare i vantaggi di una soluzione rispetto all'altra.

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